Galerie La Fayette (paris, mon amour)

paris Mon Amour

Camminare lungo le ampie strade parigine porta sempre al buonumore. I palazzi dall’architettura tipica della Ville Lumiere, i bistro’ con i tavolini sul marciapiede, birra e piccolo cane con cappottino rosso seduto ai piedi di una signora con cappello a larghe falde, una sigaretta accesa e lo sguardo serio ma perso nel vuoto.  Panificio (boulangerie), luccicante più di un gioielliere, ammiccano i croissant e i pain au chocolat (sempre fare attenzione alla pronuncia, pensare ad un corso di lingua francese prima di lasciare la terra natia). Rimanendo in attesa puo’ capitare di godersi l’immagine di un francese con baguette chilometrica sottobraccio, uscire sorridente dal panificio. Sono momenti preziosi, che danno corpo all’immaginario di stereotipi che e’ bello rinnovare durante i viaggi. Poi il traffico pedonale si fa più’ convulso. Ai francesi con baguette si mescolano turisti di diverse nazionalità. Si accalcano sul marciapiede, trascinano pesanti borse / piedi dentro le scarpe / carrozzine / altre borse / una valigia con le rotelle. La folla comincia a spingere, attirata dalle luci scintillanti come le falene in una notte d’estate. Magazzini La Fayette. Sabato pomeriggio. Dicembre di quasi Natale. La logica direbbe di non rischiare, di cambiare strada e proseguire lungo una parallela, poco illuminata, con case grandi e poco traffico. Spirito d’avventura, come un Indiana Jones (con cappello e frusta) entrare nel tempio perduto dei Grandi Magazzini. La sensazione e’ quella di galleggiare, ogni passo e’ sospinto da altri passi, persone tutto attorno, sorreggono e spingono verso i vari reparti di moda. Le commesse sono attente, avvicinarsi ad una borsa di “gran” marca implica la fucilazione con lo sguardo, forte, deciso, senza tregua. E i compagni di navigazione si lasciano trasportare da un paio di scarpe di vernice a tacco alto, dal costo di un biglietto aereo per il Messico. Osservano come se stessero visitando le sale del Louvre. Forse che una borsa di marca ha la stessa valenza emozionale della Gioconda?

(eng) Walking along the large Parisian roads is always giving good mood. The buildings have the typical architecture of the Ville Lumière, the bistro’ with the tables on sidewalk, beer and a small dog dressed with a red coat sitting at the feet of a lady with a wide-brimmed hat, a cigarette in the hand and a serious look, lost in into the air. Bakery (boulangerie), more glittering than a jewellery, winking croissant and pain au chocolate ( pay always attention to the pronunciation, think about a French language  course before leaving the mother land). Sticking around could happen to enjoy the image of a French man with a kilometric baguette placed under the arm, step out of the bakery. These are precious moments that give life to the stereotype world that is nice to renew at every trip. The pedestrian traffic density is becoming frenetic. The French with baguette are mixing with tourists from different countries. They crowd in the sidewalk, shuffling heavy bags / feet inside the shoes / prams / other bags / trolleys. The crowd is pushing, attracted by the glowing lights like moths during a summer night. Galeries La Fayette. Saturday afternoon. December almost Christmas. A logical mind would not risk, changing street, taking a parallel, less light, big buildings and no traffic. Be adventurous! Like Indiana Jones (with a hat and a whip) entering the lost temple of the Galeries. The sensation of floating, every step is urged by another step, people all around, they support and drive to the fashion departments. The sale girls virtually a fire squad through a strong, determined, restless looking. The travel companions let themselves hauled by a pair of high hill patent leather shoes, same price of a flight ticket to Mexico. They are watching as though they are visiting the Louvre museum. Maybe a couture bag has the same emotional value than the Gioconda?

(Alice Bettolo)

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